Frumat Journal

La svolta circolare per gli acquirenti di smartphone e i produttori di pelle da rifiuti

30 ottobre 2026

Il legame tra lo sforzo di riciclaggio di un colosso dell'elettronica e i nuovi tessuti bio-based - e come riflettono un periodo frenetico di innovazione dei materiali.

L'impegno di Apple nel progettare dispositivi elettronici per la circolarità sta adottando un nuovo approccio nel mondo della moda e della produzione. Gli innovatori stanno trasformando gli scarti alimentari in alternative alla pelle di origine biologica mirate a ridurre i rifiuti del fast-fashion.

In gioco c'è un doppio mercato: l'iniziativa ad alto profilo di Apple per il riciclo e la ricerca da parte dell'industria conciaria globale di alternative che i consumatori adotteranno - e alla fine ricicleranno o composteranno. Il gigante tecnologico ha individuato un'opportunità dove sia il riciclo dell'elettronica che i ricercatori di pelli sostenibili trovano valore nei flussi di rifiuti.

L'iniziativa evidenzia una transizione dall'elettronica, un settore alle prese con i rifiuti, all'agricoltura, dove i sottoprodotti definiscono la sostenibilità. Apple ha annunciato nel 2022 che il 59% dell'alluminio nei suoi prodotti proveniva da fonti riciclate. Un aggiornamento aziendale nell'aprile 2025 ha rilevato che le operazioni globali di Apple hanno raggiunto un tasso di deviazione dei rifiuti del 75%, con i suoi impianti e fornitori che hanno reindirizzato 600.000 tonnellate metriche di rifiuti dalle discariche al riciclo nel 2024.

Alla base del cambiamento: la robotica per lo smontaggio

La metà degli anni 2020 ha segnato progressi per gli obiettivi ambientali di Apple, in particolare con i suoi robot Daisy per lo smontaggio. Ogni unità Daisy può elaborare 36 modelli di iPhone attraverso lo smontaggio automatizzato, separando i componenti per il recupero dei materiali. Questo smantellamento di precisione consente un riutilizzo più efficiente dei materiali.

Apple mira a riprogettare i prodotti per facilitarne lo smontaggio. L'azienda ha riportato nel 2022 che il 20% dei materiali dei suoi prodotti proveniva da contenuto riciclato, con piani per raggiungere il 100% entro il 2025.

La prospettiva di interrompere i tradizionali cicli di consumo appare ambiziosa. Eppure sta guidando l'innovazione nei settori della moda e della produzione.

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Dal frutteto alla pelle alternativa

Con la riduzione dei rifiuti diventata cruciale, i ricercatori europei hanno riconosciuto un potenziale inaspettato nei sottoprodotti agricoli. L'azienda tedesca Covestro ha collaborato con Beyond Leather Materials di Copenaghen, creatori di LEAP® - un'alternativa alla pelle derivata dalle mele.

Gli scarti della produzione di succhi - torsoli, semi e gambi - vengono lavorati prima di essere tinti, modellati e trasformati in un tessuto resistente. Questo materiale, ora prodotto su scala per usi nella moda e negli interni, è all'85% di origine biologica. La fondatrice di Beyond Leather Hannah Michaud ha notato nel 2021 che la polpa di mela tipicamente non ha valore commerciale, con circa 4 milioni di tonnellate metriche generate annualmente dalla produzione di succhi.

Covestro ha annunciato nel 2024 che LEAP® avrebbe debuttato in piccoli articoli in pelle, con il suo strato protettivo in poliuretano bio-based che offre finiture realistiche per alternative alla pelle animale.

I biomateriali guadagnano slancio

Covestro non è l'unica ad esplorare applicazioni degli scarti di mela. Bio2Materials riutilizza i sottoprodotti europei dei succhi in materiali simili alla pelle completamente biodegradabili. Altri innovatori stanno incorporando la polpa di mela nei rivestimenti per tessuti e componenti di calzature sportive.

La visione di economia circolare di Apple rappresenta una trasformazione infrastrutturale - sistemi in cui i rifiuti diventano materie prime - dimostrando come possano intersecarsi finalità tecnologiche.

Gli attuali volumi di produzione di articoli LEAP® rimangono inferiori ai flussi di elettronica riciclata. Lo stabilimento di Beyond Leather punta a produrre 100.000 metri quadrati all'anno - equivalenti a metà dei rifiuti plastici che gli impianti Apple deviano annualmente. Nel frattempo, il riciclo dell'elettronica continua ad espandersi attraverso processi automatizzati.